Chaussures de randonnée
unsplash
6 Ottobre 2026

Scegliere bene le scarpe da trekking per i lunghi percorsi in montagna

Nel corso di più giorni, un paio di scarpe adeguate influisce direttamente sul comfort, sulla stabilità e sull’affaticamento. La scelta dipende meno dalla fascia di prezzo che dal terreno, dal peso trasportato, dalla durata delle tappe e dalle condizioni meteorologiche previste. Una scarpa efficace deve proteggere il piede senza limitarne inutilmente i movimenti. 

Adattare le scarpe al terreno 

Prima di scegliere, è necessario identificare le condizioni che si incontreranno. Su sentieri ben tracciati e poco tecnici, le scarpe leggere offrono spesso un sostegno sufficiente e riducono l’affaticamento. Per itinerari rocciosi, in pendenza o con passaggi irregolari, un modello più strutturato garantisce maggiore stabilità. La suola svolge un ruolo fondamentale. Una gomma che offre una buona aderenza limita le scivolate sulle rocce bagnate e sui terreni sciolti; il suo disegno deve inoltre corrispondere al terreno prevalente. I tacchetti profondi sono utili nel fango e sui terreni sciolti, mentre un profilo meno marcato si adatta meglio ai sentieri duri e rocciosi. Anche la rigidità merita attenzione. Una suola troppo flessibile può risultare instabile con uno zaino pesante, mentre un modello molto rigido può diventare scomodo sui lunghi tratti regolari. È necessario cercare un equilibrio tra protezione, precisione e libertà di movimento. 

Privilegiare il comfort nel lungo periodo 

Un paio di scarpe comode all’inizio non è necessariamente adatto dopo otto ore di cammino. Le scarpe da trekking devono sostenere il piede senza esercitare pressione sulle dita, sul tallone o sul collo del piede. Lo spazio nella parte anteriore deve consentire alle dita dei piedi di muoversi leggermente, soprattutto quando il piede si gonfia nel corso della giornata. La prova va effettuata con i calzini che si indosseranno durante l’escursione. È preferibile camminare, salire e scendere qualche gradino per verificare il sostegno. In discesa, il piede non deve scivolare in avanti. Il tallone deve rimanere correttamente in posizione senza provocare sfregamenti. La misura può variare a seconda delle marche e dei modelli. Non bisogna quindi scegliere basandosi esclusivamente sulla propria taglia abituale. Per un’escursione lunga, un volume leggermente più ampio può essere opportuno, soprattutto se le tappe sono lunghe e le temperature elevate. 

Scegliere tra leggerezza e protezione 

Le scarpe basse o ibride conquistano per la loro leggerezza e flessibilità. Sono adatte agli escursionisti esperti e ai percorsi poco esposti. Generalmente si asciugano più rapidamente e affaticano meno le gambe. I modelli alti offrono maggiore protezione intorno alla caviglia e possono dare sicurezza su terreni accidentati. Tuttavia, non prevengono tutte le distorsioni e non sostituiscono una buona tecnica di camminata. Anche la protezione dall’umidità dipende dal contesto. Una membrana impermeabile è utile in caso di pioggia costante o sull’erba bagnata; può invece rallentare l’asciugatura quando l’acqua penetra dall’alto o dopo aver attraversato un ruscello. 

Provarle prima di un lungo percorso 

È meglio evitare di utilizzare un paio nuovo direttamente per diversi giorni. Alcune uscite graduali consentono di verificare i punti di pressione e il comportamento della suola. Servono anche a regolare i lacci e a individuare i calzini più adatti. Infine, occorre tenere conto dell’usura. Una suola molto liscia, una schiuma compressa o cuciture indebolite possono ridurre il comfort e l’aderenza. Per una lunga traversata, ispezionare le scarpe prima della partenza permette di evitare brutte sorprese; il loro stato deve essere valutato insieme al resto dell’attrezzatura.