Quando Belle Allure, agenzia di viaggi specializzata in itinerari in bicicletta, accompagna i propri viaggiatori lungo la Route des Grandes Alpes, non si tratta solo di watt, rapporti di trasmissione o tempi. Si tratta soprattutto di storie umane. Di quelle che spesso iniziano ben prima del primo passo di montagna.
Lunedì 15 giugno, otto ciclisti provenienti dal Belgio, dalla Svizzera e dalla Vandea si sono ritrovati ad Annecy per la partenza della loro grande traversata delle Alpi. Un punto di partenza insolito, poiché l’itinerario è stato eccezionalmente modificato. Il vertice del G7 a Évian, dal 15 al 17 giugno, ha reso il chilometro 0 di Thonon-les-Bains quasi inaccessibile.
Per il resto, lo spirito della Route des Grandes Alpes® è ben presente: una settimana all’insegna di passi mitici, paesaggi grandiosi e sforzi condivisi in prospettiva…
A capo della logistica c’è Antoine, cofondatore di Belle Allure. Originario dell’Alvernia, oggi residente nella Chartreuse, accompagna i ciclisti da anni. «Quello che mi piace è tracciare un bel percorso, scalare un passo, condividere un rifornimento in vetta e chiacchierare con gli appassionati. Ciò che mi anima è l’orgoglio di aiutare le persone a creare i propri ricordi. »
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I Diables Rouges passano all’attacco
Da parte belga sono in quattro: Thibaut, Thierry, Philippe e Jean-Luc.
Ascoltandoli, si capisce subito che, anche se non sono venuti per conquistare una medaglia olimpica, lotteranno come cinghiali delle Ardenne !
Thibaut, ex calciatore dilettante, racconta di aver scoperto la bicicletta dopo aver trascorso troppo tempo dal fisioterapista. «A un certo punto, ho capito che era meglio pedalare che riparare.»
Insieme ai suoi amici, da diversi anni affronta una sfida ciclistica dopo l’altra: Ventoux, Ardéchoise, Pirenei, Marmotte... Quest’anno è la volta della Route des Grandes Alpes.
Suo fratello Thierry, ex praticante di sport da combattimento, riassume la situazione con semplicità : «Mio fratello mi ha avvicinato al ciclismo. Da allora, lo seguo ovunque.»

La loro più grande preoccupazione?
«Ciò che colpisce è l’accumulo. Quando si osserva il profilo della settimana, si capisce che le Alpi amano le ripetizioni. »
Philippe e Jean-Luc completano il quartetto belga. Anche loro hanno già qualche chilometro alle spalle. «I dislivelli non ci spaventano più di tanto. Ciò che conta è evitare un guasto meccanico o un calo di forma nel momento sbagliato.»
Jean-Luc, alias « Jean Neymar » sul suo blog e per suo figlio, è un ex calciatore di alto livello. Un grave infortunio al ginocchio, seguito da innumerevoli interventi chirurgici, ha posto fine a una promettente carriera all’età di 27 anni. Oggi guarda con serenità a questa traversata delle Alpi e allo sport in generale. « Non cerco più di ottenere risultati. Ciò che mi interessa è il piacere, i paesaggi, gli amici e soprattutto assaporare il tempo che passa.»
Una filosofia che prende piede man mano che la pendenza aumenta !
La squadra svizzera alla staffetta
Philippe, Nicolas e Camille, l’unica donna del gruppo, formano il trio elvetico.
Philippe, 66 anni, sta tornando gradualmente in sella dopo una lunga pausa dedicata allo sci alpinismo e alla mountain bike. Un grave incidente alla colonna vertebrale lo scorso novembre lo spinge alla prudenza. « Sono soprattutto curioso di vedere come reagirà il mio corpo nell’arco di diversi giorni.»
Il suo amico Nicolas, 63 anni, conosce già la Route des Grandes Alpes. L’ha percorsa l’anno scorso con sua figlia. «La Colombière non ci ha certo risparmiato. Dopo di che, però, abbiamo trovato il ritmo giusto.» Un avvertimento a titolo gratuito!
Camille, 30 anni, medico, è ciclista da cinque anni e triatleta. Affronta l’avventura con serenità. «Non è un passo in particolare a farmi paura. È piuttosto l’insieme.»
Il suo viaggio verso la partenza riassume da solo lo spirito del soggiorno. Intralciata dalle difficoltà di trasporto legate al G7, ha semplicemente completato il suo tragitto da Ginevra ad Annecy… in bicicletta. Quando si prepara una traversata delle Alpi, qualche chilometro in più alla fine non sembra più un problema.

Jean-Michel, ovvero l’arte del riscaldamento prolungato
E poi c’è Jean-Michel, l’unico francese del gruppo.
A 61 anni, questo imprenditore, originario di Angers e trasferitosi nella Vandea, scopre la montagna… ma non lo sforzo a lungo termine ! Infatti, per raggiungere il gruppo ad Annecy, è partito due settimane prima da Les Sables-d’Olonne in bicicletta. Attraversamento della Francia, la Loira in bicicletta, diverse centinaia di chilometri e un arrivo discreto in Alta Savoia prima della partenza ufficiale.
Dopo un riscaldamento del genere e di fronte ai passi alpini, Jean-Michel adotta una strategia molto personale. «Pedalo con i miei amici svizzeri, che sono montanari, e faccio come loro. Quando bevono, bevo anch’io. Quando cambiano marcia, cambio anch’io...» Un metodo perfettamente in linea con lo spirito del viaggio, ma la cui efficacia scientifica resta da dimostrare !
Molto più di una semplice traversata
Nel corso dei giorni, il gruppo supererà alcuni dei passi più imponenti delle Alpi francesi. Ma l’essenziale sta altrove…
Nelle chiacchierate « in vetta ». Negli incoraggiamenti scambiati nelle ultime curve a gomito. Nelle risate sfrenate ai punti di ristoro. Nei ricordi che si creano al ritmo dei chilometri.
È proprio questa la promessa di Belle Allure: trasformare un itinerario mitico in un’avventura umana.
E quando si vedono i sorrisi di Camille, Nicolas, Jean-Luc, Jean-Michel, Thierry, Thibaut e dei due Philippe, ci si dice che la sfida è vinta !

L'ultima parola
L'ultima parola spetta a Philippe (il Philippe belga), che ha riassunto così la settimana nella chat di WhatsApp del gruppo :
"Traversata delle Alpi in bicicletta con i nostri amici svizzeri Camille, Nico e Philippe, il nostro amico francese Jean-Michel, nonché i miei amici belgi Jean-Luc, Thibaut e Thierry.
Senza dimenticare Antoine, dell’organizzazione Belle Allure, che è riuscito nell’impresa di gestire un gruppo di ciclisti stanchi e affamati, senza mai perdere il sorriso. Rispetto. 👏
Sette giorni di sforzi intensi per collegare Annecy a Mentone. Passi, ancora passi e poi altri passi. A un certo punto, abbiamo persino cominciato a sospettare che le Alpi fossero costituite solo da salite.
In programma: paesaggi mozzafiato… il che andava benissimo, visto che le salite si occupavano già del resto. ⛰️😅
Una settimana all’insegna della solidarietà, del buon umore, delle risate a crepapelle, della sofferenza condivisa (soprattutto sulle pendenze a due cifre) e dei rifornimenti accolti come apparizioni divine.
Nessuno è stato abbandonato su un passo, nessuno ha venduto la propria bici sul ciglio della strada e tutti sono arrivati a Mentone con la testa piena di ricordi e qualche dolore alle gambe.
Insomma, è stata un’esperienza grandiosa, bellissima, intensa… e abbastanza incredibile da farci dimenticare, almeno temporaneamente, l’esistenza dei dolori muscolari.
Grazie a tutti per questa avventura memorabile. Le Alpi sono ormai alle nostre spalle, ma i ricordi, quelli sì, sono destinati a restare. 🚴♂️☀️⛰️.Non vediamo l’ora di rivedervi, ragazze e ragazzi! "